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“Finchè non sono entrato nel mondo della PNL,
io vivevo in un mondo nel quale la mappa era il territorio. Esploravo
quella mappa e scoprivo, secondo me, il territorio. Per me a quel
tempo non c’era separazione tra mappa e territorio.
La PNL ha aperto delle distinzioni tra mappa e territorio, in particolare
la relazione tra la struttura e l’esperienza.
Una volta che una di queste porte si è aperta ci sono possibilità
infinite.
La mia esperienza con la PNL è stata l’esperienza di
un mondo che è diventato sempre più grande, più
grande, più grande e più profondo invece che più
stretto, più stretto, più stretto..” (David
Gordon, Milano, maggio 2003)
La Programmazione Neuro Linguistica (PNL) è
nata negli anni settanta da una brillante ricerca di Richard Bandler
e John Grinder volta a sistematizzare un modello di comunicazione
eccellente.
E' il prodotto di una geniale sintesi di contributi tratti dalla
psicoterapia, dalla cibernetica,
dall'informatica, dalla neurologia
e dalla teoria dei sistemi.
E' diventata la disciplina che studia, oltre che la comunicazione
interpersonale, anche la struttura dell'esperienza soggettiva, ed
è perciò un potente veicolo di cambiamento e di risoluzione
di problemi personali.
La PNL non si affida completamente a nessuna teoria
presentando piuttosto un modello, un insieme di procedure che traggono
validità dalla loro sperimentata efficacia.
Con Robert Dilts potremmo dire che la PNL è
“una scienza comportamentale dotata di:
1.Un’epistemologia, cioè un sistema di conoscenze e
valori.
2.Una metodologia, vale a dire un insieme di processi e di procedimenti
per applicare conoscenze e valori.
3.Una tecnologia, ossia l’insieme degli strumenti utilizzati
in tale applicazione
…La PNL consente di andare al di là del contenuto comportamentale
e di scorgere le forze meno visibili che vi soggiacciono, vale a
dire le strutture del pensiero grazie alle quali è possibile
agire in modo efficace. Il nome ‘programmazione neurolinguistica’
sottintende l’integrazione di tre diversi campi scientifici.
L’elemento ‘neuro’ fa riferimento al sistema nervoso:
gran parte della PNL riguarda infatti la comprensione e l’uso
dei principi e dei modelli di tale sistema. Secondo la PNL, pensare,
ricordare, creare, produrre immagini e ogni altro processo cognitivo
sono il risultato di programmi condotti a effetto all’interno
del sistema nervoso umano. La nostra esperienza è una combinazione
o una sintesi delle informazioni che riceviamo ed elaboriamo per
mezzo di esso. A livello esperenziale, ciò ha a che fare
con la percezione del mondo: con la vista, l’udito, le sensazioni
cenestesiche, l’odorato e il tatto.
La programmazione neurolinguistica è inoltre debitrice al
campo della ‘linguistica’. Secondo la PNL, il linguaggio
è, secondo certi aspetti, un prodotto del sistema nervoso,
ma, al tempo stesso, ne stimola e ne modella l’attività.
Senz’altro rappresenta uno dei modi più importanti
che abbiamo di attivare e stimolare il sistema nervoso altrui. Dunque
l’efficacia della comunicazione e dell’interazione dipende
da come usiamo il linguaggio per dare istruzioni, stimolare, verbalizzare
concetti, scopi e problemi connessi a un particolare compito o a
una particolare situazione.
A questo punto, resta da definire il termine ‘programmazione’.
La programmazione neurolinguistica si basa sul principio secondo
cui i processi dell’apprendimento, della memoria e della creatività
umani dipendono da programmi, programmi neurolinguistici che funzionano
in modo più o meno efficace per realizzare particolari obiettivi
o risultati. Ne consegue che, in quanto esseri umani, interagiamo
con il mondo circostante attraverso la nostra programmazione interna.
Rispondiamo ai problemi e ci accostiamo alle idee nuove in base
ai programmi mentali che abbiamo installato, e non tutti sono equivalenti.
Alcuni programmi o strategie si rivelano più efficaci di
altri per realizzare certe attività”
( R. Dilts - Creare modelli con la PNL - Astrolabio, Roma, 2003).
La PNL offre strumenti specifici per lo sviluppo
di particolari abilità nel campo delle comunicazioni e dei
rapporti interpersonali come la capacità di ‘lettura’
delle situazioni per quanto effettivamente succede e non per soggettive
interpretazioni o la capacità di accedere e di far accedere
in maniera facile e veloce alle risorse individuali e del gruppo,
potenziandone capacità creative, fantasia e intuizione.
E consente di andare ben oltre: partendo dal presupposto che siamo
noi, coi nostri tipi di pensieri, a determinare la qualità
delle nostre esistenze, le tecniche di PNL insegnano ad utilizzare
le nostre energie per risolvere quei problemi che crediamo fuori
dalla nostra portata; parafrasando uno dei suoi ideatori possiamo
dire che insegna ad ‘usare il cervello per cambiare’,
indicando i percorsi attraverso i quali è possibile accedere
allo scrigno delle proprie e altrui potenzialità fisiche,
intellettuali ed emotive.
La Programmazione Neuro Linguistica è dunque un modello
di interazione che evidenzia come le capacità alla base di
una comunicazione efficace siano bagaglio comportamentale di quelle
persone che:
1) conoscono l'effetto che vogliono produrre negli altri con la
loro comunicazione,
2) hanno sviluppato una consapevolezza sensoriale tale da poter
percepire anche minimi segnali di risposta che ottengono dagli altri,
3) sono talmente flessibili da adattare la propria comunicazione
alle risposte che ottengono in modo da ottenere alla fine l'effetto
desiderato.
Coloro che usano la PNL con successo hanno acquisito,
all'interno dei trainings formativi, una serie di abilità
che si fondano su questi elementi di base:
hanno in primo luogo imparato ad utilizzare la propria vista, l'udito
e gli altri sensi, per accorgersi prontamente in ogni situazione
di quell'enorme quantità di dati in genere trascurati, che
provengono dal linguaggio del corpo e dalla qualità tonale
delle comunicazioni verbali (è accertato che nel contesto
delle interazioni umane, solo il 7% del significato di una comunicazione
verbale risiede nelle parole che vengono pronunciate);
hanno sviluppato la capacità di far risuonare le proprie
modalità comportamentali con quelle degli altri in modo da
stabilire elementi di fiducia ed empatia nell'interazione;
riescono a mettere in atto quei comportamenti specifici che di volta
in volta facilitano negli altri le reazioni desiderate, dimostrando
quindi un alto grado di controllo dell'evolversi della comunicazione.
In PNL si insegna dunque a prestare attenzione
non a ciò che viene detto ma, piuttosto, a come viene detto.
Per rendere possibile questo trasferimento delle abilità
di cui abbiamo parlato, la PNL ha sviluppato una metodologia, ormai
trentennale ma sempre in evoluzione, integrando studi neurologici
sulle funzioni cerebrali, studi linguistici sulla struttura del
nostro comportamento verbale e studi cibernetici sulla natura della
programmazione e ha messo a punto tecniche che consentono di sviluppare
in ogni individuo quelle capacità che si presuppongono già
latenti in ognuno di noi se si eccettuano i casi di soggetti con
forti limiti neurologici o culturali.
E’ importante sottolineare che la PNL privilegia
un approccio strutturale alla comunicazione piuttosto che un approccio
contenutistico; orienta l'attenzione di chi la utilizza verso i
processi della comunicazione invece che verso i soli contenuti.
E' questo specifico approccio strutturale, basato sulla osservazione
sensoriale e sul modellamento di come la gente organizza le proprie
percezioni, che dà forza alla PNL e la distingue dalle teorie
centrate sul contenuto.
“La maggior parte delle tecniche e degli strumenti della
PNL è stata derivata attraverso un processo denominato ‘modellamento’.
Il primo approccio di questa disciplina è consistito nel
prendere a modello comportamenti efficaci e i processi cognitivi
che li sottendono. Il processo di modellamento PNL implica la scoperta
del modo in cui il cervello (‘neuro’) opera attraverso
gli schemi linguistici (‘linguistica’) e la comunicazione
non verbale. I risultati di quest’analisi vengono poi tradotti
in strategie o programmi, che vengono definiti passo dopo passo
(‘programmazione’) e possono essere utilizzati per trasferire
quella data abilità ad altre persone e ad altri campi di
applicazione”
( R. Dilts - Creare modelli con la PNL - Astrolabio, Roma, 2003)
Man mano che un individuo sviluppa queste abilità si accorgerà
che le cose che ha sempre fatto nel comunicare incominciano a cambiare
e/o a migliorare, e noterà anche che sta mettendo in atto
quelle differenze comportamentali che ‘fanno la differenza’;
sperimenterà allora quello che è il più importante
presupposto della PNL: l'unico modo di
cambiare il proprio mondo è quello di cambiare sé
stessi, l'unico strumento che abbiamo per influire sulla realtà
è la capacità di modificarci per modificarla a nostro
vantaggio.
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